Rielaborare qualcosa di già visto non è necessariamente un male. Ci sono storie classiche che si adattano bene a nuove versioni e adattamenti, a cambi d’epoca e di ambientazione, a ribaltamenti che offrono prospettive originali su vicende viste e straviste. A patto che quelle storie di partenza abbiano qualcosa di universale, un messaggio forte con una sua risonanza. Purtroppo, non è questo il caso di The Nevers.

Tanto per cominciare, cosa sarebbero questi Nevers? Delle tre puntate distribuite fino ad ora su Sky Atlantic, in simultanea con l’uscita sulla rete originale HBO, nessuna finora ha compreso l’utilizzo della parola “nevers”. I protagonisti, persone dotate di poteri straordinari in seguito a un misterioso evento che ha colpito la Londra vittoriana, vengono chiamati in modo assai poco fantasioso “i toccati”. Tra questi “toccati” troviamo la protagonista Amalia True, interpretata da Laura Donnelly (Outlander). In grado di prevedere il futuro e tormentata da un passato il più vago possibile, è la guida di una comunità di “toccati”, quasi tutte donne e ragazze, che a causa delle loro mutazioni vengono perseguitate dalla società conservatrice della Londra di fine ‘800 e cercano rifugio nell’orfanotrofio che Amalia gestisce con l’aiuto dell’amica Penance (Ann Skelly), brillante creatrice di marchingegni avveniristici, e sotto la protezione di Lavinia Bidlow (Olivia Williams), ambigua benefattrice tutt’altro che disinteressata. Insomma, una storia vista e stravista di mutanti perseguitati per le loro capacità sovrumane, un po’ Heroes e un po’ X-Men, con tanto di leader in sedia a rotelle (Lavinia Bidlow), a cui si aggiunge la variante dell’ambientazione d’epoca e una spruzzata di aspirante femminismo.

L’intento di Amalia è quello di riunire e proteggere tutti i “toccati”, servendosi del dono miracoloso della cantante Mary Brighton, interpretata da Eleanor Tomlinson (Poldark). Nella sua missione però si scontra, più che con veri antagonisti, con una serie di sottotrame che non è ben chiaro dove vogliano andare a parare. C’è il severo Lord Massen (Pip Torrens) che teme la guerra con i “toccati”; l’edonista Hugo (James Norton) che gestisce un bordello in cui le attrazioni principali sono persone con i poteri; Frank Mundi, burbero ispettore di Scotland Yard che ha il volto di Ben Chaplin; l’assassina seriale Maladie (Amy Manson), che unisce capacità sovrannaturali e follia religiosa. E poi l’insicuro Augie (Tom Riley), un boss della malavita londinese conosciuto come il Re Mendicante, imperialismo, misoginia e troppi altri spunti per aver voglia di tenerne conto.

A Joss Whedon, creatore della serie, sembra importare solo che ogni cinque minuti ci sia una scazzottata, preferibilmente tra donne che per qualche motivo indossano solo il corsetto e i mutandoni vittoriani. Sarà per questo che, dopo aver impresso il suo marchio inconfondibile e ormai datato sulle prime puntate, è stato fatto fuori dalla produzione e rimpiazzato da Philippa Goslett nel ruolo di showrunner? O forse sarà perché la HBO non ha voluto associarsi a lui dopo le accuse di maltrattamenti sul set che gli sono state rivolte dagli attori di Buffy – The Vampire Slayer e del più recente blockbuster Justice League?

Comunque sia andata, The Nevers è inequivocabilmente una creatura di Whedon e proprio per questo non funziona. La ricetta che aveva reso Buffy un successo planetario non può essere replicata semplicemente costringendo la protagonista Amalia True in un’espressione di sofferenza perpetua, se non si capisce mai cosa sia che la tormenta. Le scene d’azione, per quanto spettacolari, non bastano a tenere accesa l’attenzione degli spettatori se sono fini a se stesse. E gettare qua e là indizi di un mistero da svelare finisce per essere frustrante anziché intrigante, soprattutto perché i protagonisti sono così poco caratterizzati da non suscitare alcuna empatia o coinvolgimento. Delle loro sorti, anche se riescono a intrattenerci per qualche istante, non ci importa nulla. E quindi, perché dovremmo continuare a vedere The Nevers?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...