La nostra è un’epoca in cui tutti sembrano averne avuto abbastanza di romanzi fantasy young adult adattati per il grande e piccolo schermo, sempre con la stessa ricetta ormai stantia dai tempi di Twilight e Hunger Games: una ragazza apparentemente normale che si rivela essere “la prescelta”, poteri straordinari, mondi alternativi e triangoli amorosi. A cambiare le carte in tavola ecco che arriva Tenebre e Ossa, serie in 8 puntate disponibile su Netflix e basata sui popolari romanzi della scrittrice Leigh Bardugo. Il colpo di scena è che si tratta dell’adattamento non di una, ma ben due saghe fantasy, una decisamente più originale dell’altra: la trilogia del Grishaverse e i romanzi di Sei di Corvi.

Le premesse sono quelle classiche: l’orfana Alina (Jessie Mei Li) è una cartografa nella nazione di Ravka, regno immaginario fortemente ispirato alla Russia zarista in cui alcune persone, dette Grisha, sono dotate di straordinari poteri magici. La nazione è divisa in due da una zona d’ombra detta la Faglia, popolata da mostri e difficilissima da attraversare, che separa gran parte del territorio dalle ricche città della costa. Durante un attraversamento della Faglia finito male, il terrore di perdere il suo migliore amico Mal (Archie Renaux) spinge Alina a invocare un potere di cui era sempre stata inconsapevole, quello di evocare la luce. Rivelatasi quindi come Grisha, Alina viene separata da Mal per essere addestrata nella capitale dalla misteriosa Baghra (Zoe Wanamaker), sotto l’ala protettrice di Alexander Kirigan (Ben Barnes), l’ambiguo e affascinante Generale dell’Ombra.

Fin qui, la parte di trama relativa al romanzo Tenebre e Ossa. È evidente che il dono di Alina, potenzialmente in grado di distruggere la Faglia, la renderà una preda ambita per molti. Tra questi, fortunatamente, troviamo i protagonisti del romanzo Sei di Corvi: il criminale Kaz Brekker (Freddie Carter) e i suoi soci, la spia Inej (Amita Suman), scampata a una vita di schiavitù e prostituzione, e il pistolero Jesper (Kit Young). Attirati dalla lauta ricompensa per chi sarà in grado di catturare l’evocatrice di luce, i tre decidono di rapire Alina, sfidando una serie di nemici, ostacoli e persino le proprie convinzioni morali sulla strada che li porterà nella capitale di Ravka. In parallelo seguiamo anche le avventure di Nina (Danielle Galligan), una Grisha capace di manipolare il cuore umano, e Matthias (Calahan Skogman), cacciatore di streghe inviato a catturarla.

Mescolare queste tre trame è stata la scelta vincente per lo showrunner Eric Heisserer, perché stempera il moralismo e la serietà della storia di Alina con l’umorismo e l’azione rocambolesca dei Corvi, e al tempo stesso amplia l’orizzonte del mondo immaginario dei Grisha offrendoci una panoramica dei regni che ne fanno parte e delle genti diverse che lo popolano. Certo, così facendo si evidenziano alcune debolezze della serie: non sempre è chiaro cosa sta succedendo, dove e perché. Spesso il carisma dei Corvi mette in luce i cliché nel viaggio dell’eroe compiuto da Alina, quanto sia stereotipato il suo triangolo amoroso con Mal e Kirigan, e la passività in molte delle sue scelte.

Anche così, però, Tenebre e Ossa resta una serie visivamente spettacolare e con personaggi accattivanti, che si guarda volentieri tutta d’un fiato. Ci lascia con l’aspettativa di una seconda stagione che superi i difetti della prima e che porti la storia in direzioni nuove e più originali.

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